Con il proprio bagaglio di competenze ed esperienze, il Consorzio di Bonifica Alta Pianura Veneta e Viacqua hanno presentato un nuovo protocollo di collaborazione per redigere i Piani Comunali delle Acque in 46 Comuni, dall’Alto Vicentino a Vicenza, fino ai Colli Berici e alla Riviera Berica.
Il Piano Comunale delle Acque è considerato uno strumento fondamentale per la gestione del rischio idraulico e per un'efficace pianificazione territoriale. Attraverso il Piano è infatti possibile disciplinare l'uso del suolo, la gestione delle acque e le interazioni tra reti idrauliche e fognarie. Si tratta di un documento obbligatorio per tutti i Comuni del Veneto in base al Piano territoriale regionale di coordinamento e costituisce la mappa completa delle acque di un territorio: censisce infatti fossi, condotte delle acque piovane, scarichi e canali, e individua dove si verificano gli allagamenti, per quali cause e chi deve intervenire. Indica le opere necessarie con una stima dei costi, orienta le scelte urbanistiche e consente al Comune di disciplinare la manutenzione dei fossi, compresi quelli privati.
Per superare l'attuale frammentazione e la mancanza di un adeguato coordinamento operativo tra i vari enti, il Protocollo propone la costituzione di un Tavolo Tecnico. Tramite questo organismo, Viacqua e il Consorzio potranno mettere a disposizione del Comune interessato le proprie competenze e conoscenze a supporto della stesura, dello sviluppo e dell’aggiornamento del Piano stesso.
«Quando una strada si allaga, il cittadino non deve chiedersi se la competenza sia del Comune, del Consorzio o del gestore della fognatura: deve sapere chi interviene – ha dichiarato Claudio Zambon, Presidente del Consorzio di Bonifica Alta Pianura Veneta –. Con questo protocollo Consorzio e Viacqua affiancano i Comuni fin dalla redazione del Piano delle Acque, perché le competenze siano chiarite prima che il problema si presenti. Correggere un errore mentre il Piano è in redazione costa poco; scoprirlo dopo l’adozione significa rifare il lavoro. Questo è il primo modello: intendiamo estenderlo agli altri gestori del servizio idrico attivi nel comprensorio, per arrivare a un unico metodo e a un’unica banca dati».
«Con il nuovo Piano Industriale 2026-2030, Viacqua si è posta un obiettivo chiaro: essere punto di riferimento nella governance dell'acqua e generare valore per la comunità. Questo protocollo traduce concretamente questo obiettivo – dichiara Federico Ginato, Presidente di Viacqua –. Il rischio idraulico non può essere materia da gestire per compartimenti stagni. Servono analisi e pianificazioni che parlino la stessa lingua, con criteri condivisi per definire le priorità di intervento e programmare gli investimenti in modo coordinato. La gestione dell’acqua, del suo comportamento e dei rischi che può creare devono essere affrontati mettendo in campo il miglior know-how e l’esperienza disponibili. Ne va della sicurezza di un intero territorio».