Piani delle Acque, Consorzio di Bonifica e Viacqua al fianco dei Comuni per la sicurezza del territorio

Viacqua sigla il “Patto per la Resilienza idrica”
22 ottobre 2026
Con il proprio bagaglio di competenze ed esperienze, il Consorzio di Bonifica Alta Pianura Veneta e Viacqua hanno presentato un nuovo protocollo di collaborazione per redigere i Piani Comunali delle Acque in 46 Comuni, dall’Alto Vicentino a Vicenza, fino ai Colli Berici e alla Riviera Berica.

Il Piano Comunale delle Acque è considerato uno strumento fondamentale per la gestione del rischio idraulico e per un'efficace pianificazione territoriale. Attraverso il Piano è infatti possibile disciplinare l'uso del suolo, la gestione delle acque e le interazioni tra reti idrauliche e fognarie. Si tratta di un documento obbligatorio per tutti i Comuni del Veneto in base al Piano territoriale regionale di coordinamento e costituisce la mappa completa delle acque di un territorio: censisce infatti fossi, condotte delle acque piovane, scarichi e canali, e individua dove si verificano gli allagamenti, per quali cause e chi deve intervenire. Indica le opere necessarie con una stima dei costi, orienta le scelte urbanistiche e consente al Comune di disciplinare la manutenzione dei fossi, compresi quelli privati.

Per superare l'attuale frammentazione e la mancanza di un adeguato coordinamento operativo tra i vari enti, il Protocollo propone la costituzione di un Tavolo Tecnico. Tramite questo organismo, Viacqua e il Consorzio potranno mettere a disposizione del Comune interessato le proprie competenze e conoscenze a supporto della stesura, dello sviluppo e dell’aggiornamento del Piano stesso.

«Quando una strada si allaga, il cittadino non deve chiedersi se la competenza sia del Comune, del Consorzio o del gestore della fognatura: deve sapere chi interviene
– ha dichiarato Claudio Zambon, Presidente del Consorzio di Bonifica Alta Pianura Veneta –. Con questo protocollo Consorzio e Viacqua affiancano i Comuni fin dalla redazione del Piano delle Acque, perché le competenze siano chiarite prima che il problema si presenti. Correggere un errore mentre il Piano è in redazione costa poco; scoprirlo dopo l’adozione significa rifare il lavoro. Questo è il primo modello: intendiamo estenderlo agli altri gestori del servizio idrico attivi nel comprensorio, per arrivare a un unico metodo e a un’unica banca dati».

«Con il nuovo Piano Industriale 2026-2030, Viacqua si è posta un obiettivo chiaro: essere punto di riferimento nella governance dell'acqua e generare valore per la comunità. Questo protocollo traduce concretamente questo obiettivo
 – dichiara Federico Ginato, Presidente di Viacqua –. Il rischio idraulico non può essere materia da gestire per compartimenti stagni. Servono analisi e pianificazioni che parlino la stessa lingua, con criteri condivisi per definire le priorità di intervento e programmare gli investimenti in modo coordinato. La gestione dell’acqua, del suo comportamento e dei rischi che può creare devono essere affrontati mettendo in campo il miglior know-how e l’esperienza disponibili. Ne va della sicurezza di un intero territorio».
Ciao sono Chiara
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