Storie di fiumi e inondazioni, sei secoli di idraulica vicentina

Storie di fiumi e inondazioni, sei secoli di idrau

Si intitola Quando il fiume fa paura. Alluvioni e difesa idraulica nel Vicentino fra Serenissima e Italia il libro di Antonio Fabris, la cui pubblicazione è stata sostenuta da Viacqua. All’interno, con la dovizia di chi sa applicare il metodo scientifico alla ricerca storiografica, si susseguono immagini, mappe e ricostruzioni grafiche che rendono più facile la lettura di quelli che sono stati i percorsi storici dei fiumi. 

“Nei miei libri e anche in quest’ultimo – è il commento dell’autore – non parlo solo di acque, ma di storia di un territorio e delle sue comunità che si sono sviluppate, si sono adattate alle acque e in altri casi le hanno piegate al proprio interesse. Il lavoro raccolto nelle 352 pagine del libro è frutto di una relazione svolta per conto dell’Università degli Studi di Verona su quei fiumi vicentini che nel 2010 avevano allagato e devastato un’intera provincia, divenuta poi relazione storico-geografica allegata alla progettazione dei diversi bacini di laminazione che si stanno completando non solo alle porte di Vicenza, ma anche a Trissino.”

Il libro riporta anche un’ampia cronistoria delle principali vicende che hanno coinvolto il Vicentino in tema di alluvioni e inondazioni, guidati da mappe, foto d’epoca e ricostruzioni che mostrano i corsi naturali dei fiumi indagati e le successive manipolazioni operate dall’uomo per consentire lo sviluppo urbano del territorio.

“Credo che non esista in Italia un lavoro così minuzioso sui corsi d’acqua minori – è il commento del Presidente di Viacqua, Giuseppe Castaman – andando a studiarli nel loro sviluppo organico e in un arco temporale di ben sei secoli. Siamo lieti di aver supportato questa pubblicazione. Per un’azienda come Viacqua simili ricerche costituiscono un corpus prezioso anche per le progettazioni che ci riguardano, la conoscenza del territorio e della sua idraulica permette infatti di individuare i punti di fragilità su cui concentrare le priorità di intervento anche sul fronte della gestione delle reti idriche e fognarie.”