
Il 30 settembre 2026 LIFE Svolta Blu ha portato l’esperienza sviluppata nel territorio vicentino all' EuroMediterranean Water Forum 2026, ospitato presso il Convention Center La Nuvola di Roma. Il progetto ha partecipato a due momenti di confronto dedicati al ruolo della finanza e del settore privato nella costruzione di nuovi modelli per una gestione più sostenibile della risorsa idrica.
Durante la sessione mattutina “Blue Finance and Blue Investment for Water”, Paolo Ronco, Responsabile del Settore Ricerca e Innovazione di Viacqua e Coordinatore scientifico di LIFE Svolta Blu, ha presentato il modello dei crediti blu sviluppato dal progetto, confrontandosi con rappresentanti istituzionali, esperti e operatori del settore idrico provenienti da diversi Paesi.
Il panel ha affrontato una delle principali sfide per il futuro della gestione dell’acqua nel Mediterraneo: un divario strutturale negli investimenti stimato tra 40 e 80 miliardi di dollari all’anno. Un fabbisogno che assume forme diverse nelle varie aree del Mediterraneo: sulla sponda europea, dove gli investimenti sono necessari soprattutto per modernizzare le infrastrutture esistenti, ridurre le perdite di rete, affrontare contaminanti emergenti come i PFAS e accelerare la digitalizzazione; e sulle sponde meridionale e orientale, dove permane invece una forte necessità di ampliare e sviluppare infrastrutture e servizi idrici.
In questo quadro, il confronto si è concentrato sugli strumenti di blue finance capaci di mobilitare nuove risorse e affiancare gli investimenti pubblici. È proprio in questa prospettiva che LIFE Svolta Blu ha portato l’esperienza dei crediti idrici: un meccanismo pensato per trasformare i benefici generati da interventi di risparmio idrico, riutilizzo dell’acqua e ricarica delle falde in un valore economico, creando così un ulteriore incentivo per chi investe concretamente nella tutela della risorsa.
Uno dei messaggi centrali dell’intervento è stato infatti che i finanziamenti pubblici restano essenziali, ma da soli non sono sufficienti. Strumenti innovativi in grado di attrarre anche risorse private possono contribuire non solo alla realizzazione degli interventi, ma anche alla loro manutenzione, ampliamento e replicazione nel lungo periodo.
Un principio fondamentale richiamato durante l’intervento è stato quello del “prima ridurre, poi compensare”: le imprese devono innanzitutto misurare la propria impronta idrica e intraprendere azioni concrete per ridurla. Solo l’eventuale impronta residua può essere affrontata attraverso strumenti di compensazione.
Particolare attenzione è stata dedicata anche alla credibilità dei crediti idrici. I benefici devono essere reali, addizionali, misurabili e verificati in maniera indipendente. Inoltre, a differenza del carbonio, l’acqua è una risorsa fortemente legata al territorio: i crediti devono quindi generare benefici nello specifico bacino idrografico o acquifero interessato.
Nel pomeriggio, LIFE Svolta Blu ha preso parte anche alla CEO Water Summit Roundtable, con Paolo Ronco insieme ad Alessandro Mezzalira di FITT, una delle imprese coinvolte nella sperimentazione del progetto.
La tavola rotonda ha consentito di approfondire ulteriormente il ruolo delle aziende e degli investimenti privati nella gestione sostenibile dell’acqua, con un focus sulla necessità di costruire sistemi di crediti idrici fondati su standard riconosciuti, certificazione indipendente e metodologie solide e trasparenti.
La partecipazione di FITT ha permesso inoltre di affiancare alla riflessione sul modello la prospettiva concreta di un’impresa che sta sperimentando il percorso proposto da LIFE Svolta Blu: dalla valutazione dell’impronta idrica secondo lo standard ISO 14046 all’individuazione di interventi di efficientamento, fino alla futura sperimentazione del sistema di crediti blu.
Portare LIFE Svolta Blu al EuroMediterranean Water Forum ha rappresentato un’importante opportunità per confrontare il modello che si sta sperimentando nel Vicentino con un pubblico internazionale e contribuire al dibattito su nuovi strumenti finanziari capaci di sostenere nel tempo gli investimenti per la tutela dell’acqua.
Le due sessioni hanno coinvolto complessivamente un pubblico ampio e diversificato, con circa 50 partecipanti alla sessione dedicata alla Blue Finance e lo stesso numero di persone alla CEO Water Summit Roundtable, confermando il crescente interesse verso strumenti innovativi capaci di unire sostenibilità ambientale, investimenti e coinvolgimento del settore produttivo.